Glossario assicurativo

01-12-2016

Fra i termini più comuni che sentiamo da coloro che lavorano in campo assicurativo, “massimale” è sicuramente uno dei più frequenti. Che cosa significa esattamente?

E’ semplice immaginare che faccia riferimento ad un limite o ad una unità di misura e in qualche modo l’intuizione è giusta. Di sicuro, non si può prescindere dal sapere esattamente cosa si intende con questo termine.

Per essere chiari, il massimale è il livello massimo che può essere risarcito da una compagnia di assicurazione per danni provocati a terze persone. Attenzione: se il danno è più ingente della cifra massima stabilita, è quindi l’assicurato che ne risponde direttamente.

Per cautelarsi da quest’ultima sfortunata ipotesi, è possibile pagare un premio più alto.

In merito a questo argomento, è interessante ricordare che la legge sul massimale delle assicurazioni del 1969 prevedeva che l’assicurato potesse essere risarcito per un massimo di 750.000 euro (cifra proporzionata alle vecchie Lire), mentre adesso sappiamo che questa somma non potrebbe essere sufficiente a coprire tutti i danni causati da un incidente.

Purtroppo le combinazioni di eventi sfortunati,  la caratteristica dei materiali o delle persone danneggiate nel numero o nel valore, sono incognite che possono rivelarsi molto grandi.

I calcoli dei danni patrimoniali, materiali, biologici e morali predisposti dalle autorità competenti potrebbe infatti essere ben maggiore della cifra suddetta, e oggi i tetti massimi sono stati spostati a 1 milione di euro per danni materiali e 5 milioni di euro per danni arrecati alle persone.

Ovviamente pagando un premio più alto è possibile essere coperti per cifre maggiori, addirittura in alcuni casi (e a fronte di un premio molto alto) è possibile essere garantiti nel risarcimento di qualsiasi cifra, quindi senza massimale

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