Vuoi credere ancora alle favole?

06-10-2016

... allora probabilmente pensi pure che le cose succedono solo agli altri. Certo. 

E' il caso di riflettere sul fatto che siamo tutti abituati a prenderci cura della nostra salute, dei nostri cari, del nostro lavoro e dei beni che possediamo; per questa ragione incontriamo e ci lasciamo consigliare dal nostro medico di famiglia, ci confrontiamo con i nostri familiari per prendere insieme importanti decisioni di vita, e quotidianamente parliamo con coloro con cui svolgiamo la nostra attività lavorativa, per la stessa ragione: comunicare,condividere, trovare insieme soluzioni.

E’ un atteggiamento sano e condivisibile, che lascia spazio a una riflessione: come mai tralasciamo di avere lo stesso comportamento con coloro che nella nostra società si occupano di offrirci un servizio di consulenza, prevenzione e soluzioni rispetto agli stessi temi? 

La legge ci obbliga a prenderci cura degli imprevisti che possono capitare con il nostro veicolo, ma ci siamo chiesti quanto tempo invece passiamo fuori dal nostro veicolo? La nostra vita si esaurisce forse dentro una scatola di metallo con quattro ruote? Al contrario: la nostra quotidianità è fatta di decine di altre occupazioni e luoghi dove si svolge il nostro lavoro e la nostra vita privata.

Viviamo in una società che ha provveduto a rendere più o meno sicura la nostra presenza su questa terra, ma in quel più o meno esiste obbiettivamente un concreto panorama di possibilità che qualcosa vada storto. E se lo farà, non ci verrà mandato un sms per avvertirci, nè ci verrà data la possibilità di scegliere quanto quel qualcosa andrà storto e purtroppo potrebbe non trattarsi solo di una banalità come lo smarrimento di un iphone.

Lasciando da parte folcloristici scongiuri e pittoresche esclamazioni tipiche della nostra cultura e che non contribuiscono certo a migliorare la nostra vita, proviamo a ragionare da persone non solo al passo con i tempi, ma che stanno già vivendo nel futuro.

La nostra qualità di vita ha un parametro che spesso trascuriamo, e di cui dovremmo prenderci cura: il fattore prevenzione.

La scelta è sempre e solo nostra. Rimandare la riflessione prima e l'azione poi, servirà solo ad aumentare quel quotidiano, sottile, insinuante senso di preoccupazione che inquina il nostro umore, i nostri pensieri, e in generale il nostro benessere.

Bisogna riflettere, informarsi, prevenire. Perché, di fatto, conviene.

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