...e "ricongiunzione" ?

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Glossario previdenziale

 

Anzianità contributiva
L’anzianità contributiva indica la somma dei periodi di tempo che risultano coperti dalla contribuzione ai fini pensionistici. È composta dal servizio effettivamente prestato, da quello riscattato o riscattabile, ricongiunto o ricongiungibile o comunque computabile (servizio militare, aspettativa per motivi di salute, per motivi sindacali, interruzione obbligatoria per lavoratrici madri, ecc.). 

Assegno sociale
Sostituisce la pensione sociale, in vigore fino al 1995. Consiste in una prestazione assistenziale erogata, anche in assenza di versamenti contributivi, ai cittadini con condizioni economiche disagiate. Attualmente può ottenerlo chi ha almeno 65 anni di età, anche se la recente riforma delle pensioni ha apportato delle modifiche. È, infatti, prevista l'applicazione dell'aspettativa di vita già a partire dal 2013. Inoltre, dal 2018 vi sarà un'ulteriore elevazione dell'età di ammissione di un anno. Viene corrisposto esclusivamente a chi risiede e dimora stabilmente in Italia. L'Inps ne sospende l'erogazione se il beneficiario soggiorna all'estero per più di un anno (sempre che non sia malato). Anche i cittadini comunitari che hanno una regolare residenza in Italia possono ricevere l'assegno sociale sempre che siano in grado di dimostrare di avere soggiornato, in regola, continuativamente, nel nostro territorio per almeno 10 anni. Per il 2012 l'importo dell'assegno sociale è pari a 429 euro. La prestazione viene modulata in base al reddito posseduto.

Assegno di invalidità
E’ la prestazione erogata dall'Inps, soggetta a revisione triennale, concessa al lavoratore la cui capacità di lavoro, in occupazioni confacenti alle sue attitudini, sia ridotta in modo permanente a causa di infermità o difetto fisico o mentale a meno di un terzo. È richiesta un'anzianità contributiva di cinque anni (di cui tre nell'ultimo quinquennio). 

Capitalizzazione
Sistema finanziario del sistema pensionistico nel quale a ciascun iscritto al fondo i contributi versati sono accresciuti (ossia capitalizzati) mediante un determinato tasso di rendimento. Si accende una posizione personale del lavoratore.

Casse di Previdenza
Ente previdenziale di riferimento per una determinata categoria di professionisti (ad es., medici, commercialisti, avvocati, ecc.), che ha il compito di riscuotere e gestire i contributi previdenziali e assistenziali dei propri iscritti, sia per poi corrispondere loro le pensioni, sia per fornire loro prestazioni di sostegno al reddito (maternità, assegni familiari, assegni di disoccupazione, ecc.) e di assistenza (ad es. copertura sanitaria).

Coefficiente di trasformazione
Coefficienti utilizzati nel metodo di calcolo contributivo per la trasformazione del montante contributivo (contributi accreditati e rivalutati) in rendita; essi variano in base all'età anagrafica al pensionamento e sono costruiti tenendo conto della speranza di vita media alla pensione e incorporando il tasso di crescita del Pil di lungo periodo stimato nell'1,5%. I nuovi coefficienti di  trasformazione 2013 per il calcolo delle pensioni penalizzano chi smette di lavorare prima dei 65 anni

Contributi obbligatori
Versamento obbligatorio effettuato dai datori di lavoro agli enti previdenziali (o fondi, casse, istituti) in percentuale sulla retribuzione (aliquote contributive) con onere ripartito a carico del datore di lavoro e dei lavoratori. Per i lavoratori autonomi e liberi professionisti il contributo è a totale carico dell'iscritto (con eccezioni per i medici iscritti ai fondi speciali, per i quali il contributo è ripartito con il Servizio sanitario nazionale).

Contributi volontari
Contributi versati dai lavoratori (dipendenti e autonomi) con onere a proprio carico, per consentire, cessata l'attività lavorativa, di aumentare l’anzianità contributiva per raggiungere il diritto alla pensione.

Contributivo (metodo di calcolo)
Sistema per il calcolo delle pensioni utilizzato per coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 31 dicembre 1995. Per calcolare la pensione, si fa la somma di tutti i contributi versati all'Inps, anno per anno, rivalutandoli, in base ad un indice fornito dall'Istat, basato a sua volta sulle variazioni quinquennali del PIL (Prodotto Interno Lordo). Tale somma rappresenta il montante messo da parte dal lavoratore. Tale montante viene poi moltiplicato per un "coefficiente di trasformazione", variabile in funzione dell'età del lavoratore.

Cumulo (divieto di)
Disciplina della cumulabilità (o incumulabilità) tra la pensione e la retribuzione, nonché tra la pensione ed i redditi da lavoro autonomo. La cumulabilità è parziale o totale a seconda del tipo di pensione (di vecchiaia o di anzianità) o di reddito (retribuzione o reddito da lavoro autonomo).

Deducibilità
La deducibilità consiste nella sottrazione delle spese deducibili dal reddito prima di calcolare l'imposta.
REDDITO - COSTI DEDUCIBILI = REDDITO IMPONIBILE
Sulla base del reddito imponibile viene, infine calcolata l'imposta da pagare.

Detraibilità
La detraibilità consiste nella sottrazione dei costi detraibili dopo aver calcolato il reddito imponibile e l'imposta da versare. I costi detraibili possono essere sottratti direttamente dall'imposta.
IMPOSTA NETTA = IMPOSTA - COSTI DETRAIBILI
In genere è possibile portare in detrazione soltanto una percentuale delle spese detraibili (es. 19%). La percentuale di attribuzione delle spese detraibile varia a seconda della tipologia dei costi da detrarre.

Differenza tra deducibilità e detraibilità
La differenza tra deducibilità e detraibilità è basata sulla modalità di computo prima o dopo il calcolo dell'imposta. La differenza tra deduzioni e detrazioni è uno degli aspetti di fondamentale importanza quando ci si appresta a compilare la dichiarazione annuale dei redditi.

Diritti acquisiti
Diritti riconosciuti fino ad una certa data in presenza della modifica sostanziale della normativa.

Esodato
Lavoratore senza lavoro e senza pensione con età compresa tra 50 e 65 anni che si trova nella condizione di aver lasciato il posto di lavoro per ristrutturazione aziendale, per accordo sindacale o per dimissioni volontarie incentivate dal datore di lavoro. Il termine "esodato" è un neologismo coniato a seguito della riforma delle pensioni del 2011. Alcuni soggetti, in precedenza considerati vicini alla pensione, hanno visto allungarsi i tempi di ingresso al trattamento pensionistico. Il termine viene associato, in particolar modo, a quei lavoratori che hanno già perduto il posto di lavoro o sono entrati nelle liste di mobilità contando su uno "scivolo pensionistico" e che non riescono a rientrare nel mercato del lavoro.

Età pensionabile
Età anagrafica, stabilita obbligatoriamente dalla legge, che dà diritto alla pensione di vecchiaia. Nel calcolo della pensione con il metodo retributivo è rigida; nel calcolo della pensione con il metodo contributivo è flessibile.

Finestre
Data di decorrenza delle prestazioni, differita rispetto alla maturazione dei requisiti. Corrisponde, in sostanza, al tempo ulteriore di attesa prima di percepire realmente la pensione.

Fondo di garanzia del Tfr
Accantonamento monetario istituito presso l'Inps, che ha lo scopo di intervenire in sostituzione del datore di lavoro inadempiente nel pagamento del Trattamento di Fine Rapporto (Tfr). Il fondo, che ha una contabilità separata rispetto alla gestione dell'assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione, viene alimentato da un contributo dello 0,03 per cento della retribuzione assoggettabile a contribuzione ed é totalmente a carico dei datori di lavoro.

Fondo pensione aperto
Forma pensionistica complementare istituita direttamente da banche, società di intermediazione mobiliare, compagnie di assicurazione e società di gestione del risparmio. Viene realizzato mediante la costituzione di un patrimonio separato e autonomo all'interno della società istitutrice finalizzato esclusivamente all'erogazione di prestazioni previdenziali.

Fondo pensione negoziale
Forma pensionistica complementare istituita sulla base di contratti o accordi collettivi o, in mancanza, di regolamenti aziendali diretta a soggetti individuati in base all'appartenenza ad un determinato comparto, impresa o gruppo di imprese o ad un determinato territorio (es. una regione o una provincia autonoma).

Forme pensionistiche complementari (o pensione integrativa)
Forme di previdenza ad adesione volontaria istituite per garantire agli iscritti un trattamento previdenziale aggiuntivo a quello obbligatorio, attuate mediante i fondi pensione e le forme pensionistiche individuali di tipo assicurativo.

Misto (metodo di calcolo)
Sistema di calcolo delle pensioni utilizzato per chi, al 31 dicembre 1995, aveva meno di 18 anni di contributi versati. Si sommano:

  • la quota calcolata secondo il sistema retributivo, che è data dalla retribuzione "pensionabile" moltiplicata per l'aliquota di rendimento e per gli anni di contribuzione
  • la quota calcolata secondo il sistema contributivo, ossia la somma di tutti i contributi versati nel periodo, moltiplicata per l'indice di rivalutazione e poi per il coefficiente di trasformazione.

Pensione di anzianità
Pensione erogata prima del compimento dell'età pensionabile ai lavoratori che hanno raggiunto un determinato numero di anni di contribuzione e, a partire dal 1996, una determinata età anagrafica ovvero un più elevato numero di anni di contribuzione. La riforma Fornero ha introdotto nuovi limiti di età: attualmente la pensione di anzianità a qualsiasi età si raggiungerà a 42 anni di contributi per gli uomini e 41 per le donne.

Pensione di vecchiaia
Trattamento pensionistico corrisposto ai lavoratori che abbiano raggiunto l'età stabilita dalla legge nella gestione di riferimento, e che abbiano i requisiti contributivi minimi.

Perequazione
La perequazione automatica dei trattamenti pensionistici è un aumento applicato annualmente dagli istituti previdenziali a tutte le pensioni per adeguarne l'importo agli aumenti del costo della vita. Essa è soggetta alle regole introdotte dall'articolo 34 della legge 448/1998, che prevedono la determinazione della rivalutazione in riferimento al cumulo delle pensioni erogate a ogni soggetto da tutti gli enti pensionistici, presenti nel Casellario centrale delle pensioni, per effetto del quale si tiene in considerazione il soggetto titolare di più prestazioni pensionistiche e non più le singole pensioni. Infatti, la rivalutazione opera per ogni singolo beneficiario di trattamenti pensionistici in relazione all'importo totale degli stessi, di modo che l'aumento dovuto a titolo di perequazione per ogni trattamento sia distribuito in maniera proporzionale all'importo del singolo trattamento da rivalutare rispetto all'ammontare complessivo. Con la legge 214/2011, per gli anni 2012 e 2013 la rivalutazione automatica si avrà solo sui trattamenti pensionistici d'importo complessivo fino a tre volte il trattamento minimo, nella misura del 100%; ne deriva che quest'anno la rivalutazione spetta solo agli assegni di importo fino a 1.405,05 euro mensili.

Retributivo (metodo di calcolo)
Sistema di calcolo delle pensioni utilizzato per chi, al 31 dicembre 1995, aveva più di 18 anni di contributi versati (es. chi ha cominciato a lavorare nel 1977). Per calcolare la pensione, si prende come base di calcolo l'ultima fase della vita lavorativa e si fa la media della retribuzione (o reddito) percepita in quel periodo. Tale periodo era, fino al 1992, di 5 anni per i dipendenti e 10 per gli autonomi; dal 1993, è di 10 anni per i dipendenti e 15 per gli autonomi. Individuata tale base, la pensione è pari al 2 % di quella cifra, per ogni anno di contributi versati.

Ricongiunzione
Procedimento attraverso il quale vengono accentrati in una unica gestione pensionistica i contributi presenti in più Casse pensioni, al fine di ottenere un unico trattamento pensionistico. L’unificazione può essere a titolo gratuito oppure a titolo oneroso. Il trattamento pensionistico è determinato dalla Gestione presso la quale sono stati ricongiunti tutti i contributi. La ricongiunzione è disciplinata dalla legge 7 febbraio 1979, n. 29, per i lavoratori dipendenti e per i lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti) e dalla legge 5 marzo 1990, n. 45, per i liberi professionisti.

Ripartizione (sistema a)
Sistema che si basa sulla sottrazione di una quota economica da un soggetto (giovane) e consegna di questa ad un ente che la distribuirà ad un altro soggetto (anziano) al fine di provvedere al mantenimento di quest’ultimo [Solidarietà Intergenerazionale].

Riscatti
Facoltà concessa al lavoratore di poter coprire, a proprio carico, ai fini pensionistici e previdenziali, periodi per i quali non è riconosciuta la copertura assicurativa (es. riscatto anni di laurea)

Speranza di vita
E’ il numero di anni che mediamente una persona può sperare di vivere in base alle proiezioni demografiche. Tale speranza di vita è differente fra uomini e donne. Con riferimento al calcolo della pensione, a parità di contribuzione, più si va in pensione da giovani, per più anni si godrà la pensione; pertanto, ai fini equitativi, il calcolo va fatto per le età pensionabili più basse con un coefficiente di trasformazione minore (sistema contributivo).

Totalizzazione
Forma di accumulo e valorizzazione degli anni contributivi maturati presso diverse casse pensionistiche, non coincidenti e di per sé non sufficienti a maturare la pensione. I contributi restano accreditati presso le originarie casse e/o gestioni e pertanto l'ammontare finale del trattamento pensionistico è dato dalla sommatoria delle singole quote di pensione, calcolate secondo le differenti regole della cassa. Non è onerosa, purché siano stati maturati un minimo di 6 anni di contributi presso la stessa cassa (al di sotto di questa soglia temporale, è comunque possibile effettuare il ricongiungimento a pagamento). Al momento del pensionamento, il lavoratore che ha versato contributi presso più gestioni pensionistiche può cumulare, quindi, tutti i contributi versati in periodi non coincidenti per ottenere un'unica pensione. Per totalizzare sono necessari alcuni requisiti relativi all’età (65 anni) e ad un periodo minimo di contribuzione (3 anni), non richiesti invece per la ricongiunzione.

Vecchiaia
Nel sistema previdenziale, si chiama pensione di "vecchiaia" quella cui si ha diritto per aver raggiunto una certa età. A differenza della pensione di anzianità, dunque, il requisito per andare in pensione è principalmente l'età anagrafica, anziché una combinazione di età anagrafica e anzianità contributiva.